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Italo Cammarata
LA CITTÀ LACERATA

Una lettura politica della storia tortonese
dal libero Comune alla dominazione spagnola
(1305-1535)



La storia di una città si può scrivere in molti modi. In questa bella ricostruzione di oltre due secoli di storia tortonese (dall’anno 1305 al 1535) Italo Cammarata ha scelto una tecnica decisamente innovativa: dimostrare con l’aiuto di migliaia di documenti come la decadenza che colpì Tortona in quel periodo sia dovuta ad uno spirito cittadino di fazione spinto all’estremo eccesso, fino a diventare quasi uno stile di vita.

La stessa posizione geografica della città esaltava questo spirito di fazione perché la vicinanza, quasi il contatto fisico con realtà statuali diverse da quella milanese, come Genova, il Monferrato, i Feudi Imperiali, il Piacentino, il marchesato Malaspina, esponeva i Tortonesi ad inevitabili influenze politiche mentre facilitava e moltiplicava il fenomeno dei fuoriuscitismo: chi non è d’accordo con il gruppo che in un certo momento governa la città, fuoriesce cioè abbandona la città oppure ne viene cacciato, e si trasferisce a vivere in una località che gli permetta di rimanere in contatto con Tortona, là dove spera sempre di rientrare con le buone o con le cattive. Non sempre questa fuoruscita dalla società cittadina avviene pacificamente, spesso è la conseguenza di condanne penali o monetarie che si ritengono ingiuste.

La tesi dell’autore è che con lo scorrere del tempo questo sistema perverso abbia finito per provocare una selezione alla rovescia dentro il patrimonio umano di Tortona, una selezione che di certo non ha riguardato soltanto Tortona ma che qui ha visto i propri effetti esaltati dalla dimensioni sempre più ristrette della società cittadina, che invece di registrare una espansione si essicca sempre di più.
Questi eventi spiegano come mai, con la formazione dello Stato regionale milanese, il Tortonese diventerà il ëventre molleí per cui passeranno gli attacchi dei nemici: nel 1404 le colline del Tortonese sono il campo d’azione delle scorrerie del Governatore francese di Genova in appoggio della fazione guelfa; nel 1479 è Tortona la prima cittę a venir presa dagli autori di un golpe contro la Duchessa vedova di Milano; nel 1485 è per Tortona che passa l’armata francese di Carlo VIII senza incontrare la minima resistenza; nel 1499 è ancora a Tortona che comincia lo sfondamento da parte delle truppe francesi alla conquista del Ducato di Milano.

Gli storici troveranno ampia materia per discutere ma quello che qui importa sottolineare è che in questo libro affiorano migliaia di episodi ricostruiti dall’autore per sviluppare la sua tesi, e che portano a galla (attraverso documenti originali) avvenimenti quotidiani, interessi economici, legami di famiglia, parentele e cordate familiari, affari leciti e meno leciti, mentre descrivono l’evoluzione urbana della città, le tensioni della società, il mutamento dei costumi e della cultura materiale, il business del gualdo.
Tortona è vista sempre in rapporto dialettico con le realtà che la circondano e su cui la città tenta ripetutamente di riaffermare e far riconoscere la propria supremazia che invece lo scorrere del tempo e gli eventi politici rendono sempre più aleatoria.