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8 – I promessi sposi

Alessandro Manzoni dal muto al kolossal

 
 
Il più celebrato e popolare – anche se forse non il più amato – testo in prosa della letteratura italiana (ma Bolchi ricorderà più volte di averne intensificato fortemente la vendita con la sua trasposizione) conosce già abbondantemente, e in maniera reiterata, la via dello schermo durante il muto. Nel giro di pochi anni tentano di trascriverlo, in versioni via via dalla forzata brevità pur sempre maggiore, Morais nel 1908, Falena nell’11, concorrenzialmente Del Colle e Rodolfi nel ’13 (la produzione torinese di quest’ultima avrà maggior fortuna, e le Giornate del Muto di Pordenone la riproporranno, restaurata, nel centenario), e con maggiori ambizioni ed esiti Bonnard nel ’23, al punto da ottenerne una riedizione in qualche modo sonorizzata nel ’34.

Sarà invece sonora, assai potente e convinta la versione per così dire “ufficiale” di Mario Camerini del ’41, con Gino Cervi Renzo e la quasi debuttante Dina Sassoli Lucia (l’uno e l’altra con un futuro anche agli ordini di Bolchi…) che si è stagliata finora con forza nella tradizione comune. Poco aggiungerà, per non dire nulla, quella di Mario Maffei nel ’64, soverchiata comunque tre anni dopo dal capolavoro tv bolchiano, La Rai, non paga, dopo i cinque episodi divulgativi delle Scene dai promessi sposi di Mario Procopio (1982), riaffiderà nell’89 una nuova versione colossal, in formato e funzione world trade, a colori e con divi internazionali, al suo antico aiuto Salvatore Nocita. La concorrente Mediaset replicherà nel 2004 chiedendo a Francesca Archibugi una nuova edizione “revisionista”, esemplata peraltro sull’archetipico Fermo e Lucia manzoniano, che fornirà, sotto il titolo Renzo e Lucia, una versione spregiudicata ma non priva d’interesse del filo narrativo manzoniano.

Non si era tirato indietro il teatro lirico, con le due trasposizioni di Amilcare Ponchielli ed Enrico Petrella nella parte centrale dell’Ottocento, ancora vivente Manzoni; è di pochi anni fa (2010) il colossal in forma di musical ideato, scritto e messo in scena da Michele Guardì con le musiche di Pippo Flora, replicato trionfalmente per un biennio in stadi e templi, trasmesso da Rai1 e immortalato in dvd.

Il capolavoro manzoniano ha fornito molti spunti anche alla grafica: senza scomodare le illustrazioni originali di Gonin del 1839-40, sia consentito al compilatore di evocare per una volta la propria nostalgia per il primo album disegnato da Domenico Natoli per gli indimenticabili “Libri celebri” della collanina a fumetti che la… Magnesia San Pellegrino faceva distribuire gratuitamente dai farmacisti dal 1953; cui andrebbe certo affiancato il libro a fumetti di Nizzi e Piffarerio (da poco scomparso) edito dal “Giornalino” nel 1994.
Passando decisamente al faceto, almeno tre irriguardose ma azzeccate miniaturizzazioni parodistiche del gran romanzo: quella del Quartetto Cetra (regìa di Falqui, 1985), la seconda, insuperata e forse insuperabile del Trio Lopez-Marchesini-Solenghi (1990) e quella, pur irresistibile nei suoi dieci minuti, degli Oblivion (2009).

 
Primopiano Sandro Bolchi
1 – Primopiano Sandro Bolchi
2 – Elogio della lentezza e del silenzio
3 – “Regìa di Sandro Bolchi”
4 – I giorni e le opere di un maestro assoluto della messinscena
5 – Quattrocento attori per un solo regista
6 – Il mulino del Po
7 – I miserabili
8 – Primopiano Sandro Bolchi – I promessi sposi
9 – Shakespeare, Dostoevskij e Tolstoj
10 – “Le nostre sono solo traduzioni”
11 – Sandro Bolchi in homevideo e streaming
12 – Per Renzo e Lucia i luoghi del cuore

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